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"Big magic", il prontuario di Elizabeth Gilbert per sconfiggere la paura e trovare il coraggio di vivere una vita creativa

La creatività come la racconta Elizabeth Gilbert è una magia: “Big magic“, appunto, è il titolo del suo libro, pubblicato in Italia nel 2016 da Rizzoli. Un libro da leggere, per scoprire come la creatività possa rendere meravigliose le nostre vite.

La Gilbert non usa mezzi termini: scoprendo la creatività si può vivere in maniera meravigliosa, aperta, magica. E per farlo esiste un solo grande segreto: VINCERE LA PAURA.

Da “Mangia Prega Ama” a “Big Magic”

Elizabeth Gilbert è nota al grande pubblico per essere l’autrice del best seller mondiale “Mangia Prega Ama” da cui è tratto l’omonimo film con Julia Roberts nel ruolo della protagonista.

Anche allora era evidente il suo modo di intendere la vita, con apertura e fiducia nelle cose che ci accadono, come un viaggio che è sempre un perdersi e un ritrovarsi, ma solo se si ha il coraggio di non avere paura.

Mangia Prega Ama” era un romanzo, “Big Magic” è un saggio, ma i passaggi in cui la Gilbert racconta delle sue esperienze con la creatività lo rendono un grande racconto a cuore in mano, come per convincere i lettori a fidarsi e ad affidarsi: perché la creatività può rendere la vita davvero migliore. Non solo: se si guarda quello che accade attraverso le lenti della creatività, la vita può acquistare un’aurea magica.

E se anche i percorsi e i risultati variano da persona a persona, credetemi: una vita creativa è una vita amplificata. Più grande, più felice, espansa, e molto, molto più interessante. Vivere così – portando alla luce costantemente e con caparbietà i gioielli nascosti dentro ognuno – è un’arte raffinata di per sé.

Ne avrai il coraggio?

“Credo che questo sia uno degli scherzi più vecchi e generosi che l’universo ci tira, per divertirsi e farci divertire: l’universo seppellisce gioielli preziosi in ciascuno di noi, poi li nasconde per vedere se li troviamo. La caccia per dissotterrarli è la vita creativa”

“Big Magic” di Elizabeth Gilbert è un volume che rientra nella categoria dei self-help book, ovvero i libri che danno indicazioni, consigli e suggerimenti su come migliorare se stessi per migliorare la qualità della propria vita.

Qui l’intento è chiaro: scoprire il miracolo di una vita creativa, vincendo la paura, trovando il coraggio di vivere con audacia.

Come dice il sottotitolo, Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa, la Gilbert punta a fare capire come la creatività e l’avere una vita creativa siano una prerogativa di tutti, e non di pochi eletti (e di questo ne avevamo parlato anche qui). La differenza sta in chi decide di vivere di quello e con quello.

«Ne avrai il coraggio? Avrai il coraggio di portare alla luce questa cosa? I tesori nascosti dentro di te sperano che tu risponda sì».

Il libro è strutturato in 6 parti: coraggio, incantesimo, autorizzazione, perseveranza, fiducia, divinità.

Rispetto a molti altri saggi o libri di questo tipo, pieni di istruzioni o indicazioni su come fare qualcosa, in “Big magic” tutto è raccontato in maniera semplice, quasi romanzata, attraverso le esperienze dirette dell’autrice. Per questo la lettura è semplice e davvero piacevole.

La creatività è di tutti

Altra precisazione essenziale: “Big Magic” non è un libro dedicato solo a chi nella vita fa un lavoro creativo, anzi. La Gilbert precisa che:

Quando parlo di «vita creativa», vorrei chiarire che non mi riferisco per forza a una vita professionalmente o esclusivamente dedicata all’arte. Non sto dicendo che dovreste diventare tutti poeti e andare a vivere in cima a una montagna della Grecia, o che dobbiate esibirvi al Carnegie Hall, o vincere la Palma d’oro al Festival di Cannes. (Ma se volete tentarci, accomodatevi. Io adoro gli azzardi.) No, quando parlo di «vita creativa», la intendo in senso più generico. Mi riferisco a una vita vissuta sulla spinta della curiosità e non della paura.

Lasciandovi il piacere di approfondire la lettura, qualora questo libro vi incuriosisse, evitando quindi troppo spoiler, voglio parlarvi delle cose che ho più apprezzato e che hanno cambiato il mio modo di approcciarmi alla creatività-

“Big Magic”, un’infusione di positività

La prima cosa che ho amato è la scoperta di come la Gilbert sia una grande motivatrice: il suo “Big Magic” è una dose massiccia di ispirazione, un concentrato di positività.

Mentre leggevo, sentivo agitarsi in me una tempesta meravigliosa, una voce che solo io ero in grado di sentire, ma che urlava forte e chiaro: OSA, NON AVERE PAURA, PUOI FARCELA E SE NON CE LA FAI VA BENE UGUALE.

Il secondo aspetto, è la grande quantità di citazioni: sono davvero tantissimi i passaggi da annotare, le frasi che fanno bene all’anima e che, come mantra dovremmo rileggere periodicamente. Una, scelta a caso tra mille:

Fate ciò che vi fa sentire vivi. Seguite le vostre passioni, ossessioni e compulsioni. Fidatevi di loro. Create a partire da qualsiasi cosa provochi una rivoluzione nel vostro cuore. Il resto verrà da sé.

Le idee sono alla ricerca di qualcuno che le porti avanti: potresti essere proprio tu!

Da annotare, la visione delle idee raccontata in “Big Magic”.

La Gilbert vede le idee come entità che vivono in mezzo a noi e sono in cerca di individui disposti a lavorare con loro per portarle avanti. Quando incontrano qualcuno, fanno un patto, in cui la persona si impegna a lavorare sodo per proteggerla e renderla reale. Se viene a mancare il rispetto di questo patto, le idee se ne vanno, alla ricerca di qualcun altro più pronto.

Non solo: la Gilbert sostiene che nessuno sia un genio, ma che al massimo ha la fortuna di “ospitare dei geni“.

Penso che la società abbia reso un pessimo servizio agli artisti quando ha iniziato a dire che certe persone erano desi geni, invece di dire che avevano dei geni.

L’autrice fa riferimento al peso che certi artisti possono sentire nell’essere definiti geni. Nel libro, sono riportati esempi concreti di come alcuni grandi scrittori, in seguito ad una definizione del genere, si siano sentiti intrappolati e non più in grado di realizzare un capolavoro come quello che erano riusciti a creare in precedenza. Lei stessa si è sentita dire più volte che non avrebbe mai eguagliato il successo di “Mangia, Prega, Ama”, ma, come dice l’autrice, la risposta migliore da dare in questi casi è: “e se anche fosse?

La sua idea è che un genio, un’idea, un’ispirazione esterna faccia visita all’artista e gli permetta di creare. Quest’idea salvaguarda qualsiasi persona creativa dal prendersi troppi meriti (o demeriti) relativamente ad una qualsiasi opera ed è una forma di protezione dal narcisismo ma anche dalla vergogna o dalla paura dell’insuccesso.

Cara paura

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E appunto, a proposito di paura…

Affrontare la paura è essenziale per vivere una vita creativa e piena. E:

La creatività stimola sempre la paura, perché prevede che entriate nel regno dell’incerto e la paura odia l’incerto.

La Gilbert sa che la paura per qualunque persona che aspiri ad un vita creativa è reale. In una pagina del suo saggio elenca tutti i possibili tipi ti paura. Ne cito alcuni: paura di non avere talento; di vedervi sbattere in faccia un no o una critica, che vi prendano in giro o non vi comprendano o – peggio ancora – che vi ignorino; che manchi il mercato per la vostra creatività, che qualcuno vi rubi l’idea, di non essere presi sul serio; di aver trascurato la creatività fino a non poterla più recuperare; di essere troppo vecchi per iniziare; di essere troppo giovani per iniziare; che siccome qualcosa vi è già andato bene, non si ripeterà mai più.

La paura viaggia a braccetto, con la creatività, ma questo non significa essere incoscienti:

La creatività è fatta per i coraggiosi, ma non per gli impavidi, ed è bene chiarire questa distinzione. Coraggioso è chi fa qualcosa che gli fa paura. Impavido è chi non conosce il significato della parola paura. […]

Il consiglio, dal momento che la paura esiste e vive proprio perché vive la creatività, è di non combatterla, ma lasciarle il suo spazio, permetterle di essere presente, ricordandosi sempre però che non può assolutamente prendere decisioni: può osservare e basta.

Carissima Paura, io e Creatività stiamo per intraprendere un viaggio insieme. So che verrai con noi, perché lo fai sempre. Capisco che sei convinta di avere un ruolo importante nella mia vita, e che prendi il tuo lavoro seriamente. Mi pare lampante che esso consista nel gettarmi nel panico ogni volta che mi appresto a fare qualcosa di interessante, e – se me lo consenti- sei davvero impareggiabile. Quindi, per carità, continua pure a farlo, se senti che devi. Ma durante questo viaggio, anche io farò il mio lavoro, che consiste nel darci dentro e non perdere di vista l’obiettivo. E Creatività farà il suo, che consiste nello stimolarmi e ispirarmi. Qui su questa macchina c’è tanto spazio per tutte, perciò mettiti comoda, ma non dimenticare che io e Creatività siamo le uniche a poter prendere decisioni. Riconosco e rispetto il fatto che fai parte di questa famiglia e non ti escluderò mai da nessuna attività, ma i tuoi suggerimenti verranno ignorati. Ti è concesso un posto a sedere, e la possibilità di dire la tua, ma il tuo parere non è determinante. Non hai il permesso di toccare le mappe, né di suggerire deviazioni o armeggiare con l’aria condizionata. E neanche di toccare la radio, cocca. Ma soprattutto, mia cara vecchia ben nota amica, ti è assolutamente proibito guidare.”

Il giudizio degli altri non ci riguarda

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Altro aspetto essenziale, da tenere sempre a mente: non si vive una vita creativa per il successo.

Il destino di una qualsiasi opera creativa resa pubblica non riguarda più l’autore che l’ha prodotta.

Misura il tuo lavoro dalla tua dedizione al progetto, non in base ai tuoi successo o fallimenti.

Nessuno può sapere se quello che ha creato avrà davvero successo. La reazione di chi legge, ascolta o guarda non è prevedibile e chi crea non dovrebbe darsene pena. Mettere in pratica questo distacco non è facile ma è necessario.

Risulta naturale applicarlo se si è ben consapevoli di creare per se stessi.

Il bello della creatività è il processo, il viaggio. Quello che succede dopo, non ha importanza, anche perché, la persona creativa si sarà già messa a lavorare su una nuova idea.

Che pensiate di essere grandi oppure sfigati, fate quello che dovete fare e offritelo al mondo. Il giudizio degli altri non ti riguarda

Tutto fa schifo per parte del tempo

In ultimo, il consiglio della Gilbert in “Big Magic” è ricordarsi sempre che una vita creativa non sarà sempre e solo piena di soddisfazioni. Anzi.

Mark Manson sostiene che il segreto per trovare lo scopo che abbiamo nella vita è rispondere molto sinceramente a questa domanda: Qual è il tuo panino alla cacca preferito? Manson intende dire che qualsiasi occupazione, per quanto meravigliosa, affascinante ed eccitante possa apparire all’inizio, prevede la sua parte di merda, i suoi schifosi effetti collaterali. Scrive infatti, con una certa saggezza: “Tutto fa schifo, per parte del tempo”. Bisogna solo capire con che tipo di schifo vogliamo avere a che fare. Dunque, la questione non è tanto cosa ci appassiona, quanto piuttosto cosa ci appassiona abbastanza da farci sopportare gli aspetti sgradevoli del lavoro.”

Big magic: vivi una vita creativa

Ho amato questo libro e da quando l’ho conosciuto sta in cima alla pila sul mio comodino.

La creatività fa bene e male, è gioia e dolore: questo libro ce lo ricorda, per ricordarci però che non è strano quello che proviamo, è normale, e fa parte del processo.

Solo con la consapevolezza di tutto questo, possiamo vivere una vita piena… e magica!

Vi lascio con questa citazione, una delle tante bellissime:

“Gli ingredienti essenziali della creatività restano sempre gli stessi per tutti: bisogna avere coraggio, fidarsi dell’incantesimo, autorizzarsi, perseverare e crederci – e tutti possono farlo. Il che non significa che la vita creativa sia sempre facile, significa solo che è sempre possibile.”