scintilla creativa
Il momento in cui, come un lampo, inatteso, inaspettato, arriva è tra i più belli del processo creativo, è nutrimento per l’anima

Eureka, disse Archimede quando la scintilla creativa accese la lampadina delle sue idee.

Come un’epifania…

Epifania. Dal latino epiphăniam o epiphanīam, significa “manifestazione della divinità”, dal verbo epiphainesthai apparire. Dal punto di vista religioso, ne conosciamo bene l’accezione, ma oggi, come primo articolo dell’anno di FelicitArt, vogliamo parlare di altro…

La parola, infatti, dal dominio religioso (manifestazione di Gesù ai Magi), ha allargato il suo significato fino ad assumere quello laico di “manifestazione, comparsa rara, imprevista, di qualcosa“. E ancora: “manifestazione dell’inatteso, che porta a una conoscenza nuova di sé“.

Non vi fa venire in mente quel momento speciale in cui arriva la scintilla creativa?

Scintilla creativa, nutrimento per l’anima

scintilla creativa

Thomas Edison sosteneva che “Il genio è l’un percento di ispirazione e il novantanove per cento di sudore“. Se è vero che l’ispirazione non basta e che, una volta avuta, è necessario il lavoro per la concretizzazione, bhe, quanto è importante avere la “folgorazione”, l’”idea”, la “scintilla”?
A noi, sembra che lo sia tantissimo.

Non solo dal punto di vista della realizzazione delle idee, ma anche dell’appagamento di chi ha uno spirito creativo. Il momento in cui, come un lampo, inatteso, inaspettato, arriva è tra i più belli del processo creativo, è nutrimento per l’anima.

Ma come funziona? Come arrivano le idee? Sono tutte buone? E come si concretizzano?

Le idee migliori quando meno te lo aspetti

idea improvviso

Intanto, proprio come un’epifania, le idee migliori arrivano sempre quando meno te lo aspetti, sotto la doccia, a spasso con il cane, a bere un caffè al bar…

Si dice che quando Archimede esclamò “Eureka!” fosse nudo nella vasca da bagno: l’idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi.

Detto in un altro modo: le intuizione per la soluzione dei problemi arrivano quando non si è particolarmente concentrati sulla questione specifica. Recentemente uno studio americano ha spiegato come mai.

L’mportanza del perdere tempo

sogni creativi

Benjamin Baird e Jonathan Schooler, due psicologi dell’Università della California, hanno sottoposto a 145 studenti due esercizi che richiedevano di elencare in due minuti il numero maggiore possibile di utilizzi alternativi di oggetti d’uso comune come stuzzicadenti, appendiabiti e mattoncini.

Allo scadere del tempo, ai partecipanti è stato concessa una pausa di 12 minuti, durante la quale alcuni hanno semplicemente riposato, altri hanno intrapreso un’attività che richiedeva l’uso della memoria e la piena concentrazione, altri sono stati coinvolti in un’attività poco impegnativa che favoriva la divagazione con la mente. Un ulteriore gruppetto di volontari non ha avuto alcun momento di pausa.

Alla fine del break gli studenti hanno dovuto compiere nuovamente il compito iniziale: coloro che avevano indugiato nell’attività che permetteva alla mente di divagare, questa volta hanno ottenuto nel 41% in più dei casi performance migliori rispetto ai compagni.

In pratica, quello che sembrava un inutile perdere tempo era solo un’illusione. Non si perde mai tempo, anche quando lo si perde…

Scintilla creativa: gli Eureka moments

illuminazione creativa

Gli scienziati li chiamano Eureka moments, momenti in cui il cervello “stacca la spina” e i pensieri iniziano a “vagare”. Il fenomeno si manifesta quando siamo impegnati in attività di routine, automatiche, in cui non sono richieste concentrazione o attenzione.

Secondo alcuni scienziati, la creatività così dipenderebbe soltanto da un’area del cervello, l’emisfero destro, specializzato nell’elaborazione delle immagini e nell’interpretazione delle emozioni, mentre l’emisfero sinistro sarebbe quello deputato al controllo, al linguaggio e alla ragione. Studi più recenti, dimostrano che i due emisferi dialogano e collaborano e dunque la creatività è il risultato della combinazione di fattori diversi, soprattutto di una mescolanza di ricordi verbali e visivi, di cui siamo più o meno coscienti.

Il pensiero laterale è la manifestazione di questa collaborazione perché consiste nella capacità della mente di risolvere problemi percorrendo strade alternative. L’approccio diretto o quello canonico, spesso, portano a uno scontro o alla cosiddetta “crisi della pagina bianca”. Abbandonare l’angolazione standard e tentare un nuovo approccio, invece, stimolerà le libere associazioni e aiuterà le idee geniali ad emergere spontaneamente.

Ma da dove arrivano le idee?

scrittura creativa

Ma come ci vengono in mente le idee? Per semplificare le cose, possiamo dire che ogni nostra esperienza rimane impressa da qualche parte nel nostro cervello, insieme a tutto ciò che che impariamo. Questo bagaglio di informazioni compone quella che le neuroscienze chiamano memoria intelligente.

Tutte queste informazioni vengono “parcheggiate” nell’inconscio, come in cassetti che si aprono ogni volta che la natura associativa del nostro cervello lo ritiene necessario. In questo modo i contenuti si combinano all’infinito, ogni volta in maniera casuale, generando sempre nuove connessioni e, dunque, nuovo apprendimento (è questa la teoria della memoria intelligente).

Tornando a quanto detto prima, queste connessioni si attivano molto più facilmente in alcuni momenti, per esempio quando siamo rilassati, quando siamo sereni e lontano da fonti di stress, quando facciamo sport, durante una viaggio, ascoltando musica ecc.

In altre parole: lo stato di benessere genera un alto numero di connessioni che si traduce in una grande attività elettrica del cervello che così ha maggiori possibilità di accendere la lampadina delle idee.

Scintilla creativa e poi?

crescita dopo idea

Una volta accesa, questa scintilla va custodita e poi sviluppata. Non è poi detto che porterà alla nascita di qualcosa di produttivo, magari sarà solo un’idea fine a se stessa. Ma qualsiasi cosa essa sia, è un seme, che va piantato e lasciato crescere. Dunque, dal momento che può venire in qualsiasi istante, la prima cosa da fare è: prendere appunti.

Perché come i sogni, anche le scintille creative sono fugaci e se non cogli l’istante, rischi di perderle. Dunque, portare sempre con se un taccuino e annotarsi le idee. Da qui, poi, inizierà un mondo… Ma questa è un’altra puntata…