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Ma è vero che i geni sono sregolati, che i creativi sono disagiati, hanno abitudini strane e sono un po' folli? Studi scientifici lo dimostrano

Ma è vero che i geni sono matti, che i creativi sono disagiati, hanno abitudini strane e sono un po’ “folli”?

Vincent van Gogh. L’odore assordante del bianco

è in scena in questi giorni, nei teatri italiani, “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco, spettacolo scritto da Stefano Massini, prodotto da Khora Teatro, TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo, interpretato da Alessandro Preziosi per la regia di Alessandro Maggi.

Trama

Vincent Van Gogh
Fonte immagine: wikipedia

Nella stanza di un manicomio prende vita un dialogo serrata tra Van Gogh e suo fratello Theo, non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma anche un’indagine che ne rivela uno stadio sommerso. Nella devastante neutralità del vuoto Van Gogh rivela e racconta la sua disperazione, il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo e all’assenza del colore alla quale è costretto. 

I geni sono matti?

Tra le tante iniziative collaterali all’evento, martedì 14 gennaio, alle 17 si è svolta la conferenza stampa di presentazione nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea di via delle Scienze a Ferrara. Un evento che ha proposto un’interessante analisi della figura di Van Gogh, tra arte e disagio esistenziale.

Nella scheda a cura degli organizzatori si legge: “Che la creatività possa trovare radice in disagi esistenziali è questione ampiamente dibattuta in termini storici, psicologici e antropologici, e trova spesso avallo nelle stesse biografie di molti artisti, Van Gogh incluso”.

In altre parole: i geni sono matti?

Ma quindi è vero? I geni sono matti e i creativi folli?

folla creativa

Il collegamento sembra essere stato dimostrato persino scientificamente. Uno studio di qualche hanno fa, diretto da Fredrik Ullen, dell’istituto svedese Karolinska e pubblicato sulla rivista PlosOne, ha sostenuto che le persone sane ma molto creative hanno dei deficit in alcuni recettori, proprio come nel cervello degli schizofrenici.

I geni sono matti: uno studio lo dimostra

I ricercatori svedesi hanno individuato persone con una creatività superiore alla media e hanno poi esaminato le caratteristiche del loro cervello scoprendo che ha alcune somiglianze con quello di chi soffre di schizofrenia.

I test si sono concentrati sulla dopamina, un neurotrasmettitore di cui mancherebbero i ricettori – in particolare il D2 – sia nel caso di elevata capacità creativa che nel caso di schizofrenia.

La zona più interessata è il talamo, quella specie di filtro cerebrale che setaccia appunto le informazioni che arrivano in quelle aree della corteccia responsabili, fra l’altro, della cognizione e del ragionamento: se non funziona in modo “sano”, cadono quelle barriere che impediscono alla creatività di sfociare come invece capita nelle menti dei geni e delle persone con problemi mentali. 

Ciò spiegherebbe la capacità di fare collegamenti insoliti in una situazione di problem solving e le bizzarre associazioni mentali fatte dai malati.

Creatività e malattie mentali

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Inoltre, è stato osservato che le persone altamente creative appartengono più spesso a famiglie in cui qualche membro ha sofferto di disturbi mentali. La genialità creativa avrebbe allora una parziale radice biologica, la stessa della follia.

Un altro studio più recente, condotto dal professor Stefansson e colleghi (Stefansson H. e al., 2015) ha dimostrato questo collegamento, indicano il possibile coinvolgimento di più geni, che all’interno di una famiglia possono esprimersi in alcuni casi come disturbo psichiatrico e in altri come vena creativa.

I dati della ricerca dimostrano che le correlazioni più forti sono tra i geni alla base della schizofrenia e l’inclinazione per la musica, le arti visive e la scrittura.

Già in passato era stata resa nota l’ esistenza di deficit in alcuni recettori, nei cervelli delle persone maggiormente creative, proprio come nel cervello degli schizofrenici. Sono stati accesi nuovi riflettori sul coinvolgimento dei neurotrasmettitori ed in particolare sulla dopamina.

connessioni neurali dopamina creativa

Sembrerebbe dunque che una produzione insufficiente oppure troppo elevata di tale neurotrasmettitore, danneggerebbe la produzione creativa. In particolare, sembrerebbe che la creatività artistica sia associata alle persone costantemente sovra-eccitate, che hanno bisogno di uno sfogo per esplorare una vasta gamma di idee, sensazioni ed emozioni.

Sembrerebbe dunque che in questo sistema neuronale possa risiedere la causa del legame tra malattia mentale e creatività.

Precisazioni

Bene precisare che non è in alcun modo detto che un soggetto affetto da una malattia mentale sia destinato ad essere creativo, né tanto meno che le persone creative siano destinate ad ammalarsi di mente. Ma è bello pensare che il confine tra genio e follia sia labile e che sono proprio le persone stravaganti a poter cambiare il mondo.