felicitart internet day
Oggi, 29 ottobre 2019, Internet compie 50 anni. Riuscite a immaginare una vita senza app, social e siti Internet?

Oggi è l’ “Internet Day”. E tutti si domandano se e come Internet abbia cambiato la loro vita. Me lo sono chiesta anche io, anche se mi sembra una domanda piuttosto retorica…

Internet Day, c’era una volta un mondo senza Internet

Un tempo, facevo colazione guardando il telegiornale in pillole della mattina. Un tempo molto remoto, parlo di almeno 15 anni fa, prima del giorno in cui Internet è entrato prepotentemente nella mia vita.

internetday felicitart icone

Oggi, faccio colazione scorrendo le varie timeline, quelle di Instagram, Facebook, Twitter, Pinterest e chi più ne ha più ne metta. Lo so, potrebbe risultare indigesto, ma è il mio lavoro, quello di essere sul pezzo, e comunque io vado sempre a caccia di goodnews. Ad ogni modo, questa mattina, un invasione di link condivisi mi ha ricordato un anniversario molto importante: oggi, 29 ottobre 2019, Internet compie 50 anni.

Esattamente 50 anni fa, nel 1969, da un computer di Los Angeles venne inviata la parola “LOGIN” a un altro dispositivo, collegato nello Stanford Research Institute di Palo Alto. Quest’ultimo, però, ricevette solo le prime due lettere, la L e la O. Poi la rete collassò e il segnale andò perso. Quell’invio rappresenta il primo episodio di trasmissione di un pacchetto di informazioni tra due computer diversi e distanti, separati in quel caso da una rete di 650 chilometri.

Dal Floppy all’Internet Day. Floppy? Cosa essere tu?

A leggere queste informazioni, non posso fare a meno di ricordare il giorno in cui mio padre mi portò a casa il primo computer. Avevo 11 anni. Era grande, enorme per i moderni standard, e ci metteva minuti interminabili per accendersi; quando lo faceva, poi, su fondo nero comparivano scritte incomprensibili.

floppy disk internetday

Avevo 11 anni, appunto, e vi domanderete perché lo utilizzassi? Per riscrivere gli appunti di scienze, quelli che spiegavano come era fatto l’apparato epiteliale o il sistema solare, ovvero solo come fosse una macchina da scrivere moderna. Infine salvavo tutto sul famigerato floppy disk, quello da 5¼ pollici, che aveva un largo foro circolare al centro e una piccola apertura ovale su entrambi i lati della plastica per permettere alle testine di leggere e scrivere i dati.

Era il 1993. Internet c’entra marginalmente con questo racconto, ma tutto ciò fa capire quanto sia cambiata la nostra vita in pochi anni.

La domanda più retorica: la vostra vita come è cambiata?

Penso solo alla mia giornata tipo. A parte il fatto, che comunico solo via cellulare e computer. Ma poi, ecco un elenco di cose di cui non potrei fare a meno: l’app per comprare i biglietti dei mezzi pubblici, per controllare gli orari, per conoscere se farà freddo o caldo, per sapere prima se dovrò portarmi dietro l’ombrello o vestirmi a cipolla e persino per essere aggiornata su cosa la mia bimba sta facendo al nido, e per ordinare la pizza che adoro per la pausa pranzo super veloce.

felicitart progetti

E ancora, Amazon per fare shopping sempre nella pausa pranzo, perché il tempo di andare in giro per negozi è poco, siti per prenotare le vacanze per il weekend lungo, per conoscere le iniziative in programma nel fine settimana, per guardare la ricetta della torta alla zucca visto che tra poco è Halloween e poi mandare un whatsappino a quell’amica che non vedo da un sacco, un messaggio di messanger a quel ristornate per avere informazioni o per lasciare una recensione.

Ma volete davvero una risposta?

Non so, alla domanda che fanno tutti, come è cambiata la nostra vita con l’avvento di Internet, io rispondo che non riesco a immaginare rivoluzione più totale, che abbracci tutti i settori della vita quotidiana, da quello professionale a quello personale. Se poi serve davvero che risponda…

In ogni caso, questi mi paiono anche discorsi da nonna Belarda, perché la mia vita sarà anche cambiata, ma quella dei millennials è sempre stata così. Si faranno quattro risate all’idea di festeggiare l’Internet Day.

Ecco, appunto: qualcuno che risponderebbe “NO, la mia vita non è cambiata” c’è, sono loro, i nativi digitali. E noi, che ancora ci stiamo facendo quella domanda, siamo solo molto dei vecchietti…