6 segreti della creativita
La creatività è in parte mistero, ma ci sono cose che puoi sapere per allenarla come un muscolo: ecco sei cose che non sai sulla creatività

Ci sono cose che forse non sai sulla creatività. Alcune non le sa nessuno, perché la creatività è in parte un vero mistero, al pari della coscienza e dell’amore.

Senza dubbio è una delle cose che macchine, robot, automi non possiedono, qualcosa che rende l’intelligenza artificiale ben lontana dall’essere sostituibile all’uomo. Ed è qualcosa su cui gli stessi creativi si interrogano continuamente.

Recentemente, per esempio, il regista Herman Vaske ha reso disponibile l’interessante documentario “Why Are We Creative: The Centipede’s Dilemma“, in cui tenta di rispondere a una difficile domanda: perché un artista è creativo? Vaske ha incontrato più di cento tra artisti e creativi, ma anche scienziati e politici, rivolgendo loro la fatidica domanda, ottenendo le più svariate risposte.

Ma lasciando da parte quello che non sappiamo, ci sono cose che è importante sapere sul pensiero creativo, per allenarlo, svilupparlo, conservarlo, sostenerlo… per non lasciarlo solo.

Perché é a causa del grande mistero che è la creatività, che ai creativi capita di sentirsi soli.

6 cose che non sai sulla creatività

Ecco 6 cose che (forse) non sai sulla creatività

1. Il concetto di “creatività” è recente

Si creativo

Il concetto di creatività è parecchio recente. Anche se possiamo collocare gli albori della creatività alla fine del Settecento, probabilmente con la nascita del Romanticismo e dell’idea dell’arte come creazione umana, l’ampio utilizzo della parola è ancora più recente.

Prima del romanticismo, chiunque avesse accostato la creazione all’agire umano avrebbe detto qualcosa di blasfemo, perché l’atto del creare è stato a lungo considero attributo esclusivo della divinità.

Forse è per questo che, se il verbo “creare” è abbastanza datato, il sostantivo “creatività” è davvero recente: il verbo appare per la prima volta nel 1276, mentre il sostantivo viene per la prima volta registrato nel 1951.

Dunque, l’idea di creatività come atteggiamento mentale proprio degli esseri umani nasce nel Novecento (accidenti, davvero a un passo da noi!)

2. Tutti sono creativi

ricerca creativa

Tutti sono creativi.

So bene che questo toglie un po’ di magia al concetto di creatività, ma fa anche capire che le persone che definiamo “creative” sono quelle che si impegnano di più e si allenano per trovare soluzioni nuove e originali (come? leggi il nostro articolo, su come rendere questo anno davvero creativo).

Creatività non è solo quella straordinaria di grandi artisti o scienziati, creatività è anche quella che ci permette di trovare soluzioni a problemi quotidiani, a risollevarci dopo un brutto periodo, a migliorare la qualità della nostra vita.

Quindi ricorda: tutti siamo creativi, la differenza sta tra coloro che usano la creatività e si allenano per questo e coloro che la ignorano.

3. Fare cose, aiuta la creatività

Distrarsi e non pensare a dover creare, aiuta il processo creativo. Non per niente, sotto la doccia vengono spesso grandi idee.

E’ una questione fisica: quando si fanno attività passive, come fare la doccia, si rilassa la corteccia prefrontale, il centro decisionale del cervello, e si attiva una rete neurale distribuita in diverse regioni cerebrali, facendo spazio a connessioni inedite (interessante, a tal proposito, questo articolo di Focus).

Ma al di là delle attività passive, anche le attività fisiche aiutano il pensiero creativo: fare sport, porta ossigeno al cervello e lo fa funzionare meglio, in tutte le sue parti, anche nel pensare creativamente.

Diverse ricerche lo hanno dimostrato: tra fare e non fare, fare sport migliora creatività e buon umore.

4. Va bene il brainstorming, ma poi datti dei limiti

brainstorming

Il brainstorming è essenziale per il processo creativo, ma a un certo punto bisogna fissare dei confini.

Obiettivi, piani, direzioni: anche la creatività ha bisogno di pianificazione e di darsi un limite.

Non posso certo dire, per esempio, “adesso dipingo un quadro”: devo pensare a che genere di quadro, su che supporto, con quale soggetto. Insomma, per arrivare a un risultato creativo che abbia senso, devo mettere dei paletti.

Lo stesso vale per il tempo a disposizione: se sai di avere tanti giorni a caso, probabilmente produrrai meno. Se invece pianifichi anche il tuo lavoro creativo, i risultati saranno certo migliori.

5. La creatività è anche fallimento

fail is better

Per arrivare a realizzare cose creative che abbiano senso, è necessario tentare, fare prove, fallire. Se mai si prova, mai si sa, dice un detto. Del resto, chi è creativo, di solito, è anche più coraggioso: la differenza sta proprio in quello, non arrendersi, anche in caso di fallimento, non avere paura dei pregiudizi, non vergognarsi dei fallimenti, mettersi in gioco.

Più provi, più hai possibilità di raggiungere risultati.

6. La creatività non aspetta l’ispirazione

idea creativa

Anche questo, probabilmente, toglierà un pochino quell’aura magica che avvolge l’idea di creatività. Ma se un creativo aspettasse solo l’ispirazione, come farebbe? Uno scrittore, che vive di scrittura, può permettersi di aspettare di essere ispirato? Certo che no.

Certo, è innegabile che ci siano momenti più o meno ispirati, ma creare solo quando lo si è un grandissimo rischio. Tanto più che la creatività è come un muscolo, va allenata.

Il trucco è continuare a darsi da fare, essere pronti al momento in cui… si accende la scintilla.

La creatività è un muscolo: allenala!

Ecco qui, qualcosa che forse non sapevi sulla creatività. E se sono cose che sapevi, vale sempre la pena fare un ripasso. Creare è un lavoro, un impegno, un dovere, una missione… qualsiasi cosa sia per te, ogni conoscenza acquisita o ripassata può cambiare le carte in tavola!

E allora… buona giornata creativa!